My WordPress Blog

Yoga, per passione e per lavoro

Armato di tappetini e tante speranze di raggiungere un maggiore benessere psicofisico, avanza l’esercito di chi pratica in modo più o meno assiduo lo yoga. E, insieme al numero dei praticanti, aumenta l’offerta da parte di centri, singoli maestri e strutture anche le più insospettabili.

Lo yoga è diventato così per alcuni una fonte di reddito, anche se nella maggior parte dei casi non la principale.

Ma attenzione, perché non tutti i maestri sono uguali e non tutti vantano la medesima preparazione: da chi apprende le tecniche yogiche nel corso di soggiorni in Oriente a chi si forma in Italia, le esperienze sono varie, e diverse sono le realtà che offrono formazione in questo campo.

Top stories

«La nostra associazione ha finora preparato oltre 2.800 insegnanti di yoga seguendo criteri precisi e avvalendosi di protocolli messi a punto con enti governativi e università» ci racconta Eros Selvanizza, da oltre vent’anni presidente della Federazione Italiana Yoga (FIY) che annovera centri di formazione in molte città italiane.

Diventare un maestro professionista non è così semplice come alcuni potrebbero credere: «I maestri della FIY devono superare un colloquio per essere ammessi e affrontano un percorso che, compresa la loro pratica come yogin, in totale può durare fino a 9 anni. In questo periodo affrontano esami in discipline come l’anatomia, la fisiologia e la filosofia» continua Selvanizza. Una formazione solida anche dal punto di vista scientifico si rende necessaria perché «lo yoga, se insegnato in maniera sommaria, può essere addirittura nocivo per il corpo, soprattutto per l’apparato muscolo-scheletrico». Per essere ammessi alla FIY, poi, occorre dimostrare indipendenza economica: «non si può sottomettere l’insegnamento yogico a un aspetto commerciale», continua Selvanizza, «perché prima di tutto deve esserci la voglia di trasmettere questo patrimonio culturale e poi se c’è anche un guadagno economico, ben venga».

LEGGI ANCHE

Cambio vita e mi do alla permacultura

Non solo un investimento in termini di tempo, ma anche di denaro. Già perché standard elevati come quelli della FIY possono costare oltre mille euro l’anno, ma al termine del percorso si aprono diverse possibilità professionali: dai corsi di yoga presso scuole primarie e secondarie alla yoga terapia passando per i più tradizionali corsi che per otto incontri in media possono rendere dai 30 ai 60 euro a partecipante al mese.

Quello che si scopre è che lo yoga è diventato ua sorta di «business di ritorno»: difficile che chi insegna oggi yoga l’abbia scelto fin da piccolo. Semmai è più facile che sia una profesisone a cui si è arrivati per passione, talvolta per casi fortuiti. Di storie ce ne sono tante, incredibilmente diverse l’una dall’altra, ma con un aspetto comunque: spesso lo yoga ha occupato una parte importante della vita di queste persone, diventando anche – appunto – il loro mestiere.

Come è successo a Francesca Manolino, ad esempio: fotografa professionista, ha trascorso diversi inverni in India a scattare fotografie. Qui ha conosciuto Majlend, il suo compagno, e insieme sono tornati in Italia dove, in un edificio di campagna appartenuto ai nonni di Francesca, hanno dato vita a Cascina Cultura, una struttura ricettiva affascinante, resa più viva e appetibile proprio da corsi di yoga e fotografia. «Abbiamo ospitato uno scrittore argentino, designer olandesi e americani, e così abbiamo iniziato a credere in questo progetto; una fotografa iraniana ci ha chiesto di organizzare residenze d’artista» ci racconta Francesca. «I corsi di introduzione allo yoga si svolgono in un ex pollaio, trasformato in un piccolo “shala”. Qui non siamo simili a una palestra, ma diamo l’opportunità di praticare nel silenzio della campagna con leprotti e prati verdi intorno, e magari di gustare tutti insieme un “chai indiano”».

LEGGI ANCHE

Lo yoga della risata

Un ritorno in Italia dopo un’esperienza all’estero, la voglia incontenibile di avviare un nuovo progetto e la passione per lo yoga sono anche gli ingredienti della storia di Barbara Compostella che, dopo un passato come fashion designer a Milano, si è trasferita per tre anni insieme alla figlia nella jungla di Bali. Anche per lei questa disciplina è diventata uno strumento per arricchire l’esperienza di chi sceglie la struttura ricettiva ricavata nella casa di famiglia, Cà Drautto, situata su Panarea, una gemma delle isole italiane. Dopo aver appreso molte tecniche yogiche in India e Indonesia – ha ottenuto tra gli altri il terzo e ultimo livello di Master Reiki – da maggio 2018, infatti, grazie al suo centro culturale YogaRea, porterà «su una delle più affascinanti terrazze di Panarea classi di Sky Yoga. Per coloro che amano il paddle proporremo gruppi di Sup Yoga che si svolgeranno in mezzo al mare di quest’isola senza tempo, dove ho trascorso le estati più incantevoli insieme ai miei affetti più grandi».

LEGGI ANCHE

Maria Pignatelli, insegnante yoga e consulente marketing moda

More

News

L'arte del «pitching», per farsi dire di sì!

News

Volete essere più produttivi? Mai provata la tecnica del pomodoro?

Italia

Amadeus: «Quando anch'io ho perso il lavoro»

You might also like More from author

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.